Importanza del test

Quando le cellule sono sottoposte ad uno stress ossidativo tra le prime conseguenze si ha la formazione, al loro interno, di Radicali Liberi.
La presenza di questi porta al degradamento e alla distruzione delle membrane cellulari ed anche al danneggiamento, diretto o indiretto, del DNA (RNA).
E’ ormai noto che la maggior parte delle patologie e l’invecchiamento degli esseri viventi è causato dai processi chimici ossidativi che si esplicano quasi esclusivamente attraverso la mediazione di molecole altamente reattive dette " Radicali Liberi " che nella vita biologica sono rappresentati dai Metaboliti Reattivi dell’Ossigeno (ROM’s oppure Rd od anche Fr o ROS).
Essi rappresentano dei compagni di viaggio insostituibili nella vita di tutte le cellule poiché sovraintendono alle reazioni di ossido-riduzione utili alla loro sopravvivenza.
E’ quindi ineludibile che le cellule conseguano dei naturali danni strutturali a causa di questa forzata convivenza e che le stesse perdano via via le loro capacità funzionali ponendo quindi un limite alla loro vita biologica; ma è anche elementare comprendere che più le cellule saranno protette da questi processi ossidativi prolungheranno la loro vita.

Chi deve effettuare il test

Il test, eseguito su siero e/o plasma, permette di definire accuratamente lo stato ossidativo endocellulare determinato prevalentemente dalla liberazione dei radicali liberi dell’ossigeno che si producono a causa di stimoli infiammatori, ischemici, da iperfusione e da sovralimentazione. Una qualsiasi di queste cause e, a maggior ragione la combinazione di esse, può instaurare uno stress ossidativo che rappresenta un fattore di rischio indipendente quando è costante.
Diverse patologie ad andamento cronico, quali l’ipertensione, la dislipidemia, l’artrite reumatoide, il morbo di Raynaud, le arteriopatie periferiche hanno dimostrato di essere accompagnate da stress ossidativi. Questa condizione molto spesso non è compensata dalla terapia di base, a meno che non vengano utilizzate terapie aggiuntive ad azione antiossidante, per cui questa va valutata come un fattore di rischio aggiuntivo che deve essere controllato per rendere ottimale la terapia.
E’ noto che l’impiego sistematico degli antiossidanti, così come le diete ricche di tali principi attivi, hanno sempre avuto effetti benefici limitando sia la morbosità cardiovascolare che la mortalità. Sarebbe consigliabile che ognuno conoscesse il proprio stato ossidativo in condizioni di buona salute poiché, essendo questo subordinato al metabolismo basale e alla dieta alimentare, l’esecuzione di controlli successivi nel tempo del medesimo permetterebbero di apprezzarne variazioni che, pur non sconfinando molto dallo intervallo di normalità, indurrebbero l’individuazione di stress ossidativi in atto.